Ritratto, succede

Ritratto afghano

Malalai JoyaDomenica scorsa era il compleanno di mio padre e così abbiamo organizzato una festa di primavera da noi:  tutti i figli, un po’ di nipoti, altri parenti che non vedeva da un po’. Davvero una bella festa. Anche perché mio papà ha compiuto la bella età di 96 anni. Tra le altre cose era particolarmente orgoglioso di mostrare a tutti la sua notevole (in quantità e  in qualità) produzione di acquarelli, che ha iniziato a realizzare, lui che non aveva mai tenuto un pennello in mano, solo dall’anno scorso.

Bene, a un certo punto della festa, Rossella saluta tutti perché, dice, deve andare da una sua amica che abita non lontano da noi, per incontrare un’attivista afghana. Conoscendola, la cosa non mi ha stupito.

Nel tardo pomeriggio Rossella mi telefona: sei libero? possiamo fare un riitratto in studio?

Rispondo di sì, certo: lo studio è in ordine. Infatti avevo lavorato il giorno prima e tutto era ancora predisposto.

Rossella arriva dopo una mezz’ora, con Giulia, una ragazza di Verbania, e Malalai, una giovane donna afghana.

Saliamo subito in sala di posa e si comincia a chiacchierare, perché sempre quando ritraggo qualcuno, voglio conoscerlo, per cogliere la sua essenza, oltre che il suo aspetto fisico.

E così scopro chi è Malalai (altre cose me le dirà Rossella più tardi)
Malalai Joya è una delle più importanti attiviste dell’Afghanistan, che da molti anni lotta contro governo, talebani, signori della guerra, contingenti americani. Eletta all’assemblea nazionale nel 2003 come delegata della sua provincia quando aveva solo 25 anni, si è alzata, lei donna, facendo nomi e cognomi dei signori della guerra che, sosteneva, non avevano alcun diritto di restare in quella sede e avrebbero dovuto invece essere processati come criminali.

E’ stata espulsa, minacciata di morte, ha subito attentati, ora vive una vita semiclandestina. Non ha mai smesso la sua testimonianza contro la guerra e contro la sopraffazione degli uomini di potere (molto di questo potere deriva dall’enorme produzione di oppio del paese, unica attività in crescita).

Malalai sostiene che la scuola e l’educazione sono l’unica arma per lo sviluppo e la pace, così come continua a combattere per l’emancipazione delle donne.

Tutto questo in estrema sintesi. Comunque sono stato orgoglioso di fare il ritratto a questa donna coraggiosa. Tra l’altro, le foto con l’hiijab me le ha chieste per la sua prossima campagna elettorale, perché lei non ha intenzione di mollare. Mai.

Malalai Joya ws

 

succede

RADIO DDR

ddrMio figlio Francesco studia a Berlino, alla dBs Music school. Qualche giorno fa siamo andati a trovarlo e abbiamo potuto conoscere la meraviglia e il fascino dell’edificio dove ha sede la scuola. Era la sede della Radio di stato della DDR. Ora è piena di giovani che studiano e praticano la musica in tutte le sue forme.

Francesco ci ha accolti in sala di registrazione dove Rossella ed io ci siamo cimentati nella recitazione di una favola che speriamo serva la sera per addormentare serenamente Jimi. Se volete addormentare i vostri bambini o voi stessi con la nostra favoletta, la trovate qui sotto.