Reportage

BACK to IRAN

DSCF1321x

(English version at the end)

Fra pochi giorni Rossella ed io torneremo in Iran e sarà la seconda volta che visitiamo questo meraviglioso paese. Questo mi dà lo spunto per pubblicare alcune foto del primo viaggio del settembre 2017.

DSCF0842x copiaOrmai lo sappiamo tutti che è un paese estremamente ospitale, colto e davvero gradevole da visitare. Tutto questo è così piacevole da scoprire, che il nostro primo viaggio è risultato davvero influenzato da questa sensazione. Ora avremo tempo e modo per poter raccontare con più profondità la vita nel paese. Saremo aiutati in questo da alcune persone che saranno preziosi interlocutori per capire e per conoscere maggiormente i problemi e le contraddizioni del paese, così come i lati inaspettati e poco conosciuti della società iraniana.

DSCF0577x

Certo la situazione internazionale non è migliorata, anzi. Le tensioni nella regione sono sempre più alte e l’attuale amministrazione americana si è distinta per l’aggressività dimostrata nei confronti del governo iraniano. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, nonostante la palese contrarietà dell’Europa, danneggiano gravemente l’economia del paese. Gli effetti sono evidenti e la popolazione ne paga drammaticamente le conseguenze. Tutto questo non può influenzare positivamente la necessaria modernizzazione e il processo riformista di cui il paese ha bisogno.

DSCF1202x

DSCF0736xDSCF1638x copiaOra finalmente il viaggio è imminente: alcuni giorni a Tehran per poter svolgere i servizi che mi sono prefissato e poi giù verso sud in direzione Hormuz per visitare le isole del Golfo Persico.

DSCF0678xDel prossimo viaggio permettetemi di non dire di più: parliamo piuttosto della mia borsa fotografica. Da sempre infatti ritengo e sostengo che “fare la borsa” sia una degli elementi fondamentali per la buona riuscita del reportage che ci si appresta a realizzare. Oggi sono aiutato dall’esperienza del viaggio precedente. Confermo la scelta della mia “fujina” con tre splendide ottiche fisse e ultraluminose. Il tutto mi dà molte possibilità compositive e non mi distrugge la spalla. In più, il sofisticato look classico e quasi vintage della mia mirrorless non spaventa i miei soggetti come invece farebbe una normale SRL. Non tralasciate questo dettaglio, perchè risulta sempre fondamentale e molto prezioso per mettere a loro agio le persone.

DSCF0719xDSCF0939x copia

DSCF1701x copiaDSCF1700x copiaMi accorgo di aver impaginato in questa occasione una quantità di immagini che ritraggono le donne. No, non è un errore. Le donne sono sicuramente la parte più innovativa e avanzata di questo paese. La loro forza appare in modo molto evidente. Sono aperte, curiose e spesso spavalde nel rivestire un ruolo che risulterà essenziale nel progresso di questo paese. Vedendoci nelle loro città, nei loro villaggi, spesso invitano i figli ad avvicinarci per scambiare qualche parola in inglese perchè ogni occasione è importante per comunicare tra le genti.

DSCF1570x bn wsws

 

 

English version:

In a few days Rossella and I will return to Iran, the second time 
we visit this wonderful country. 
This plan gives me the opportunity to publish some photos of the 
first trip in September 2017.
Now we all know that this country is extremely hospitable, 
cultured and really enjoyable to visit and all this is so 
pleasant to discover, that our first trip was really 
influenced by this feeling. Now we will have time and way 
to be able to tell more about life in the country. We will 
be helped in this by some people who will be precious 
interlocutors to understand the problems and contradictions 
of the country, as well as the unexpected sides of Iranian 
society.
Of course, the international situation has not improved, 
indeed. 
Tensions in the region are getting higher and higher and 
the current 
US administration has stood out for its aggression towards 
the Iranian government. The sanctions imposed by the 
United States,despite the obvious contrariness of Europe, 
seriously damage the economy of the country. The effects 
are obvious and the population dramatically pays the 
consequences. All of this can't positively influence the 
necessary modernization and reformist process that the 
country needs.
Now finally the journey is imminent: a few days in Tehran 
to be able to carry out the services I have set and then 
down south towards Hormuz to visit the islands of the 
Persian Gulf.
On the next trip let me say no more: let's talk about my 
camera bag. 
In fact, I actually believe that "preparing the bag" 
is one of the fundamental elements for the success of the 
reportage that we are about to make. Today I am helped 
by the experience of theprevious trip. I confirm the choice 
of my "fujina" with three splendid fixed and ultra-bright 
optics. All this gives me many compositional possibilities 
and doesn't destroy my shoulder. 
In addition, the sophisticated classic and almost vintage 
look of my mirrorless doesn't scare my subjects as it would 
do a normal SRL.
Do not forget this detail, because it is very 
valuable to get people on a confort zone.
I realize that I have put on this occasion a number of 
portraits of women. No, it isn't a mistake. Women are 
definitely the most innovative and advanced part of 
this country. Their strength appears very clearly. 
They are open, curious and often brave in playing a 
role that will be essential in the progress of this 
country. 
In their cities, their villages, they often invite 
their children to approach us to exchange a few words 
in English because every occasion is important to 
communicate among the peoples.
 
 
 

 

 

 

 

 

Companies

40 anni SMEMO

gino e michele e nico a smemoranda wsLa Smemoranda compie 40 anni.

Nata nel ’79 dall’intuizione geniale di Gino, Michele e Nico Colonna, grazie alla creatività di Marco Donati e Francesca Carmi, Smemoranda è stata il primo social italiano.

Le mie fotografie hanno parlato di quegli anni e oggi ci aiutano a raccontare e a capire un fenomeno di grande importanza: basti pensare che 25 milioni di italiani hanno vissuto questa bella storia.

Il segreto di tanto successo è stato il crescere all’interno dei movimenti, rappresentandone le aspirazioni, la ribellione, il desiderio di identificazione, i valori, le debolezze, le contraddizioni, senza mai coprire, etichettare, dare per scontato.

La Smemo era viva e sempre piena di contenuti, di stimoli all’innovazione, di argomenti di dibattito, ma al tempo stesso lasciava tantissimo spazio alll’ambito personale, alla sfera dei sentimenti intimi.

Era la tua agenda: non poteva essere chiusa, confezionata e statica, ma riusciva ad essere il cassetto delle emozioni, il luogo delle riflessioni, dei valori e della cultura che in modo dialettico si arricchiva momento per momento. Era l’onda, il movimento.

aldo,giovanni e giacomo ws

Ricordo che, a un certo punto, forse per il ventennale, Nico Colonna e la redazione inventarono un concorso: mandateci la vostra Smemo e fateci vedere come l’avete ridotta.mix agende ws

In studio arrivarono delle vere e proprie opere d’arte. La vita vera era in quelle pagine. La quotidianità era appiccicata, direi anche abbarbicata, all’agenda. C’era il biglietto del concerto, la polaroid della tipa, la carta delle cicche, la poesia, un ritaglio delle mutandine. C’era il talento delle persone, la creatività del movimento.

agende smemo 7 x

Ricordo anche le campagne publicitarie che creavamo per le agende Smemo. Inventavamo di tutto: dalle città surreali un po’ alla Metropolis all’agenda scagliata contro le istituzioni, dai piumaggi precolombiani all’arte che scorre libera sotto gli occhi buoni di John Lennon.

lennon ws

smemo city ws

Tecnicamente era molto stimolante: usavo lastre diapositive di grande formato e molto spesso il mio adorato 13×18. Immaginate che qui il computer non c’era e ci voleva pazienza a creare tutto con carta, cartoncini e cartapesta e, naturalmente, il mezzo fotografico.

E poi arrivarono i comici e l’intuizione di Zelig, con il teatrino di viale Monza, un momento di creazione artistica e aggregazione insieme.

Nel ’93 usciva il primo numero di una fanzine, secondo me, rivoluzionaria: Direfarebaciare.

dire fare baciare alex

Due sono le cose che qui voglio ricordare di quella esperienza: la satira politica che si riappropriava della tecnica e della potenza del fotomontaggio, che era stato l’anima della sinistra, dalla repubblica di Weimar alle battaglie antinaziste. Qui veniva usata in modo umoristico, sia per ridicolizzare la drammatica ascesa della destra berlusconiana e del razzismo padano in formazione, ma anche per dare spazio alla fantasia del racconto surreale.

bossi e berluscaTrovo interessante anche il fatto che questa tendenza si avvalesse della prima computer grafica, oggi alla portata di tutti, ma allora circondati di magia, che occupavano stanze refrigerate dove un mago, che in quel caso rispondeva al nome di Marco Donati, operava miracoli di fotoritocco. Lo stesso Marco mi guidava in ripresa per creare le basi fotografiche affinchè il fotomontaggio fosse credibile. Non dimenticherò mai le controfigure che usavamo sul set cui poi apporre le fisionomie dei potenti di turno.marco e giampi dire fareb092 ws

La seconda innovazione, che poi fece scuola in esperienze successive anche in televisione, fu la doppia intervista. Chiambretti e Capanna, Pino Daniele e Silvio Orlando, Piero Pelù e Jovanotti, ecc.pinodanielearticolodfb1

Una volta chiesi a Nico di mandarmi a Genova per raccontare per Dire Fare & Baciare il socialforum che si annunciava enormemente participato e molto carico di tensione. Era il luglio del 2001. Si discusse su questa proposta ma si decise che un reportage così non era esattamente inseribile nello stile del magazine. Inoltre in quei giorni si stava girando il nuovo spot Smemo, mi sembra che i testimonial fossero Angelo e Marco, in arte I Pali e Dispari, e io dovevo fare le foto di scena. Stavamo ultimando le riprese di quello spot e tutto era molto allegro e molto divertente, quando arrivò la notizia degli scontri e della morte di Carlo Giuliani. La tristezza e la rabbia avvolsero tutto e smettemmo di registrare. Tornando a casa, con Radio Popolare accesa in auto, pensai allora che c’erano due mondi separati e distanti: quello della comicità e della giustizia sociale contrapposto a quello del potere e dell’ingiustizia.