
Mario Dondero è mancato nel dicembre del 2015 all’età di 87 anni. In questi giorni avrei molta voglia di parlare con Mario. Sarà forse per sentire le sue parole, calde e appassionate, in un momento in cui il mondo và come và. Oggi vi ripropongo un raccontino che ho scritto dopo aver passato una bella giornata con lui.
In questo stesso sito potete trovare altri articoli che parlano di Mario Dondero e dei suoi insegnamenti per me e per tanti così immensamente preziosi. Buona lettura.
Ci dobbiamo incontrare alle 11 e mezza alla stazione centrale, deposito bagagli, lui arriva da Bologna con il treno. Non lo vedo arrivare e dopo un po’ lo chiamo al cellulare. Mi risponde, dopo qualche squillo, con l’aria di quello che sta chiacchierando e scherzando nel vagone come se fosse in un salotto. “Ciao caro, sì siamo un po’ in ritardo, ma sono qui circondato da amici, sai c’è anche la moglie di Valentino Parlato, che piacere ….non ci vedevamo da un po’…” “Bene Mario, ne approfitto per cambiare il disco orario alla macchina, sai con il posteggio qui è un casino.” Mentre lo dico mi sento un po’ scemo e molto milanese…. torno tra mezz’ora. ” Certo Paolo, come vuoi, che dite ragazze avremo mezz’ora di ritardo o di più… aspetta che lo chiedo a questa deliziosa ragazza che di sicuro è una ispettrice delle Ferrovie dello Stato” Risate in tutto il vagone…
Alla fine il treno arriva, mi presenta le sue amiche, è in forma, le amiche proseguono il loro viaggio e noi raggiungiamo Rossella che ci aspetta in auto.
Mario propone di andare in una trattoria Arci dove prevede di pranzare con gente di Emergency mostrando loro le foto che ha realizzato nel nuovo ospedale che proprio Emergency ha realizzato in Sicilia.
Mentre aspettiamo, Mario mostra a Rossella e a me le foto che ha selezionato per una mostra che farà prossimamente a Bergamo. Le copie baritate sono bellissime e spaziano dal maggio francese alle mondine, con il comune denominatore dell’intensità che i grandi fotografi sanno cogliere. Che bello ragazzi, non mi ricordavo più queste sensazioni! Devo ammettere che questi anni di vuoto ci hanno un po’ rovinato, tutti o quasi… Mario no, lui l’entusiasmo non lo ha mai perso!
Mangiamo e beviamo e lui ci convince che quel lavoro sugli ospedali di Emergency in Italia sarebbe bello esporlo qui, sì qui da noi sul lago dove Emergency è molto attiva e poi ci siamo noi… Insomma ci ritroviamo tutti molto coinvolti a programmare date e posti….
Intanto andiamo nella nuova sede di Emergency e tutta la sede è mobilitata per salutare Mario e i giovani, che ancora non lo conoscono, si affollano intorno a lui e alle foto del nuovo ospedale “Un monumento” mi dice un redattore di Peacereporter ” Cosa, dico io, l’ospedale?” “Ma vaaa…. lui, Dondero, ma quanti anni ha? “82” rispondo.
Prima di andare via trova il tempo di salutare tutti scrivendo numeri di telefono che ancora non ha o che erano in quella Moleskine “che chissà dove l’ho persa..” Poi compra una maglietta di Emergency e tutti la cercano rossoblu come il suo Genova.
“Via dobbiamo correre verso la stazione, devi andare a Garibaldi, se no perdi il treno per Bergamo, non devi essere lì alle sei e mezza?”
“Ragazzi, che traffico” dico io accelerando un po’ troppo “Che bella luce!”, dice lui, tirando fuori la Leica “Sapete, sto facendo un lavoro tra Milano e Parigi e voglio fare delle foto nuove a questa città..”
Corro come un taxista che conosce bene la città, tenendo d’ occhio l’orologio che corre più di me. “Ecco la stazione, pochi metri e ci siamo”. Lo guardo per vedere se l’impresa lo conforta ma lui sta guardando all’insù verso i nuovi edifici in costruzione tra corso Como e la stazione, con la città bloccata sotto e un cielo drammatico sopra. “Paolo fermati un attimo devo assolutamente fotografare questa situazione!” “..ma il tuo treno……l’appuntamento a Bergamo…” Lui è già giù e cambia l’obbiettivo alla Nikon e mi dice “secondo te il 24 è giusto?” “Credo di sì.” rispondo, e l’accompagno anche se ci daranno la multa, lui è felice, lo capisco anch’io che di treni ce ne sono altri ma di momenti così no, è ovvio!
Ho passato un pomeriggio con Mario Dondero, un mito per me fin dai tempi in cui, trent’anni fa, ho iniziato a fare questo lavoro.
Se vi dico una lezione di vita, vi sembro stupido?
In un pomeriggio ha rincontrato amici, abbracciato quelli che non vedeva da tempo, consegnato lavori, progettato mostre e connesso persone, scattato per la prossima mostra tra Milano e Parigi e per ultimo domani vuole che lo porti allo stadio “sai gioca il genoa….”.
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