(s)PROFESSIONE (che fare?)

Oggi c’è il sole e quindi siamo predisposti all’ottimismo. Analizziamo, quindi, settore per settore, lo stato di salute delle diverse specializzazioni che tradizionalmente compongono la sfera professionale della fotografia. Molte di queste le pratico personalmente, altre no e mi avvalgo quindi di punti di vista scaturiti dal dibattito in corso.

In generale il mio assunto è questo: la fotografia professionale sopravvive quando è specializzazione, quando richiede competenza. Andiamo comunque a vedere settore per settore.

Reportage e incarichi editoriali

Situazione pesante. Dovremmo dividere le nostre considerazioni tra editoria cartacea ed editoria digitale. Si diceva che il magazine su carta avrebbe avuto le ore contate e sarebbe stato sostituito dall’editoria on line. Il passaggio completo non è ancora avvenuto, e mi sembra che si viva in una situazione indefinita, una specie di limbo, ma le premesse e le motivazioni che lo rendono inevitabile sussistono tutte. Avevamo tutti paura di questa evoluzione, ma la cosa peggiore è forse questa situazione intermedia.

L’editoria si è sempre avvalsa del carattere e della personalità del giornalista e del fotografo per caratterizzarsi e creare una identità della testata. I fotografi coinvolti in questo percorso si trovavano a lavorare insieme a editor molto prestigiosi e dallo stile preciso che plasmavano il fotografo guidandolo e indirizzandolo in accordo con la linea editoriale. Come si capisce facilmente questo era un grande motore di crescita.

I fotografi hanno bisogno di questo confronto. Noi ci costituiamo nel tempo e nel lavoro, camminando insieme alle altre figure professionali, in un rapporto dialettico. Questo motore non c’è più. Gli editori acquistano immagini dallo stock, ne sono abbonati. Risparmiano per vivacchiare e chissenefrega dell’identità.

Ma noi dobbiamo analizzare il che fare, non dobbiamo dimenticarlo! Si può autocommissionarsi degli articoli, diventare la redazione di se stessi, realizzarli e proporli ai magazine selezionati in base alla sintonia tra i temi e gli stili praticati e le testate scelte. Mettetevi insieme ad altri (chi scrive, chi fotografa, chi impagina, chi filma), scrutate l’orizzonte editoriale, non soltanto europeo, e proponete.

Siti internet e social

Questa è una opportunità di lavoro, quindi passo subito al Che fare. Seleziona i migliori studi che realizzano siti e proponi la tua professionalità. Loro ne hanno bisogno per vari motivi. Cercano chi sappia realizzare dal ritratto degli staff o dei team al reportage industriale, passando per lo still life per l’e-commerce. Tu sai fare tutto ciò e garantisci uno stile uniforme e spiccato. Cosa che le banche immagini non possono fare.

Stock images

Abbiamo parlato di banche immagini. Ma chi le fa le foto di stock? Risposta facile: I fotografi. Qui la cosa si fa appassionante: c’è chi giura che sia il vero bengodi del fotografo e non ti devi spaventare se ti danno 25 centesimi a foto, non sai quante ne venderai!! Oppure c’è chi vede in questo il deprofundis della professione.

Io faccio solo un paio di considerazioni. La prima: se fosse un modo per comunque produrre qualche cosa di nuovo e personale, solo per questo direi perchè no? Se invece ci si deve piegare a stereotipi che si presume il mercato possa premiare è un ulteriore passo verso l’abdicazione. Seconda considerazione: cerchiamo bene quale agenzia possa meglio avvalersi del nostro contributo, non tanto perchè paghi di più, ma perche si distingua per qualità e buon gusto. Magari non c’è e nascerà fra un po’, magari puoi fondarla tu con qualche amico geniale. Magari si potrebbe proporre immagini e non solo. Potrebbe contenere piccoli assaggi di temi editoriali come si suggeriva poco più sopra, con un occhio agli house organ, che necessitano di contenuti.

Fotografia di matrimonio

La punta dell’iceberg del problema. Qui il progresso tecnico delle attrezzature ha fatto la differenza. Oggi chiunque si sposi ha un’amica o un amico che maneggia bene uno di quei meravigliosi strumenti che fotografano anche al buio. Non è una brutta idea affidare il racconto di un momento così intimo a un amico. non ho nulla contro questa scelta. Ad aggravare la situazione oggi esistono sistemi di impaginazione e stampa on-line che rendono l’album alla portata di tutti.

E allora l’iceberg rischia di affondare e sciogliersi del tutto, scusate la metafora di attualità. Intendiamoci: la qualità, il genio e la creatività quasi sempre sprofondano con l’iceberg, nulla a che vedere con album fatti a mano stampati con cura e imapaginati con gusto: però il risultato è questo, o non c’è più il lavoro o ci si adegua sia in termini di decadimento qualitativo sia di prezzi.

Fotografare i matrimoni è molto bello e intenso e, se ci pensate, è un somma delle diverse specializzazioni che costituiscono la professione: ritratto, reportage, food. Che fare? Proporre sempre una scelta agli sposi marcando le differenze, facendole notare. Diventare speciali. Fare quello che altri, che non vivono di fotografia, non possono proporre. Inserisci ritratti, magari realizzati precedentemente in studio o altre location, oppure piccoli reportage dei luoghi prescelti. Rendi unico il tuo lavoro.

Food

L’interesse verso il cibo e la sua cultura è altissimo e questo è un bene. Il food è una specializzazione vera. Necessita di ingredienti speciali. La cultura e l’organizzazione di studio. Mettevi insieme, create sinergia tra food stylist e voi specializzatevi nelle riprese. Organizzate lo studio come cucina, o la cucina come studio. C’è tanto da fare e da creare. Non dimenticatevi che il food non è solo una cover ma si costituisce di vari still life di contributo (frame di preparazione, ma anche talvolta street photo e filmati).

Ritratto personale o di famiglie

Qui gioco in casa. E’ la mia passione e la mia specializzazione. Ritrarre le persone è fare un ritratto alla società. E’ una grande specializzazione. Bisogna amare la gente, ascoltare più che parlare. Parlerà dopo la nostra immagine. Devi costare poco: la gente deve poterselo permettere. Stampa in proprio scegliendo la tua carta e, se riesci, scegli tu l’immagine giusta. Puoi anche consegnare una piccola selezione su cd.

Ritratto pubblicitario

Secondo me è molto richiesto dalle agenzie, quelle rimaste. Molto usato nelle campagne sia cartacee sia online. Il mio consiglio è di creare un’attrezzatura agile da portare in giro, con fondali e tutto quello che canonicamente serve in studio. Se il ritratto è ambientato studia bene il luogo e l’ora prescelta. Trovare la situazione è importantissimo. I luoghi parlano di noi. Studia prima di essere sotto pressione poi tutto sarà più semplice.

Per ora mi fermo qui ….magari continuerò in una prossima giornata di sole.

 

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